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Selezionati i vincitori del Festimage 2010. Tedeschi ed austriaci conquistano i primi posti

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element1 Il primo premio dell’edizione di quest’anno del Festimage è stato aggiudicato ad Aurel Dahlgrün (Germania). Secondo classificato è stato il suo compatriota Michael Schlegel. Il terzo posto è stato conquistato da Oleksandr Hnatenko, ucraino radicato in Austria. Al quarto posto troviamo l’austriaco Wakolbinger Christian. Il quinto premio, infine, è stato attribuito a Joan Pratts, argentino radicato in Spagna.

Il Premio del Pubblico è andato invece a Oleg Oprisco, Ucraina.

La quinta edizione del Festimage, Festival Internazionale dell’Immagine, ha battuto quest’anno il record di partecipanti, ben 3.016, originari di 83 Paesi.

Il maggior numero di partecipanti è originario della Spagna (428), seguono Portogallo (414), Germania (316), Argentina (293), Brasile (284), Italia (232), Russia (170), Francia (136) ed India (125).

L’evento ha inoltre visto una considerevole partecipazione di concorrenti originari di: Colombia, Austria, Messico, Israele, Cuba e Svizzera.

La Giuria Finale di Festimage, che ha scelto i cinque primi classificati tra i 50 finalisti, era costituita dal fotografo francese Georges Dussaud, da Jeff Stellick, direttore della Ottawa School of Art, in Canada, da Margherita Verdi, coordinatrice didattica della Fondazione Studio Marangoni di Firenze (Italia), e da Olga Korsunova, fotografa e direttrice generale del Centro di Informazione del “FotoDepartament” di San Pietroburgo, (Russia).

La selezione dei lavori ammessi al concorso e la scelta dei 50 finalisti (Giuria di Accettazione) è stata presieduta da Cristina Dantas, docente all’Istituto Portoghese di Fotografia. Il 29,7% dei partecipanti non sono stati ammessi.

Festimage è un evento promosso dal Comune di Chaves, in Portogallo. L’intero concorso si svolge esclusivamente via Internet, sul site http://www.festimage.org disponibile in sei lingue.

L’8 luglio con i lavori dei finalisti sarà allestita un’esposizione in una delle gallerie della città di Chaves. Nel mese di novembre, le stesse opere parteciperanno all’“Autunno Fotografico”, che si svolge annualmente nella città spagnola di Ourense.

Con alcune delle opere finaliste, saranno inoltre realizzate, tele di grandi dimensioni che verranno esposte sulle facciate di alcuni edifici della zona storica della città.

Festimage

info@festimage.org




fonte: notizia segnalata via mail

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Le foto della Sacra Sindone. Epson documenta il pellegrinaggio alla Sacra Sindone e il backstage di un importante progetto fotografico

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Epson_logo In occasione dell'Ostensione della Sacra Sindone, nel Duomo di Torino, dal 10 aprile al 23 maggio 2010, Epson ha offerto il proprio supporto tecnico per la stampa dei momenti salienti dell'esposizione e per la realizzazione di una mostra fotografica di grande valore scientifico.

Durante il periodo dell'ostensione, infatti, fotografi appartenenti a due foto club amatoriali hanno documentato l'evento attraverso reportage quotidiani, le cui immagini sono state pubblicate sul sito www.sindone.org. Una selezione di queste è stata ogni giorno stampata dai multifunzione Epson ed esposta nell'area bookshop.

Questi i numeri dell'evento: più di 2 milioni di visitatori, oltre 12.000 foto scattate, un migliario quelle pubblicate sul sito dell'evento e 1.200 stampate in formato 13x18 cm, per "Un racconto lungo 45 giorni".

Non solo. Un progetto scientifico senza precedenti ha consentito due anni fa alla società novarese HAL9000 di riprodurre fotograficamente una sorta di "ingrandimento" della Sacra Sindone: immagini ad altissima risoluzione realizzate con una tecnica particolare, attraverso macchine Nikon. Il backstage di quel lavoro fu a sua volta fotografato ed è stato stampato da Epson in occasione dell'ostensione. Sono state esposte all'incirca 20 foto, formato 50x70 cm che hanno documentato questo importante progetto.

Un autentico successo!

IL PROGETTO DI HAL9000

Il 22 gennaio 2008, con l'autorizzazione del Custode pontificio della Sindone, Cardinale Severino Poletto, la società novarese HAL9000 - Haltadefinizione in collaborazione con Nital e Nikon ha eseguito le riprese fotografiche in alta definizione del Telo sindonico realizzando una straordinaria immagine con caratteristiche uniche per dettaglio e fedeltà.

Per la sua produzione Haltadefinizione ha eseguito 1649 scatti fotografici dell'intera superficie della Sindone mediante fotocamera Nikon D3. Gli scatti sono stati poi ricomposti con un lungo e complesso lavoro di elaborazione elettronica per mezzo di sistemi di calcolo ad alte prestazioni; il risultato finale è un'unica fotografia digitale di 12000 Megapixel che permette di osservare l’intero Telo sindonico come attraverso una nitidissima lente di ingrandimento raggiungendo il dettaglio di due centesimi di millimetro.

Le riprese sono state condotte dagli specialisti di Haltadefinizione con ogni possibile cautela per proteggere il Telo sindonico utilizzando luce ad emissione controllata, assolutamente priva di radiazioni nocive. L’immagine della Sindone prodotta da Haltadefinizione, di proprietà dell’Arcidiocesi di Torino, è uno strumento indispensabile per gli studiosi che permette di analizzare il prezioso lino durante i lunghissimi periodi di ricovero nella sua inaccessibile teca protettiva.




fonte: www.epson.it

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“Un altro modo eʼ possibile”. Incontro con il photo editor e art director Maurizio Garofalo [Bologna]

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spaziolabo_logo Comunicato stampa

Il 21 giugno 2010, a partire dalle ore 19.30, presso il centro di fotografia Spazio Labo’, (via Frassinago 43/2 c, Bologna; 328-3383634; info@spaziolabo.it) si svolgerà un incontro/conferenza con il photo editor e art director Maurizio Garofalo.
Il tema della serata sarà legato alla constatazione che i giovani fotografi, soprattutto quelli che si trovano lungo un percorso formativo, sono spesso paralizzati dalla mancanza di idee e dall'incapacità dei gestire progetti più grandi di loro, soprattutto per gli alti costi e i rischi che alcuni lavori inevitabilmente comportano.
Durante l'incontro Maurizio Garofalo mostrerà - esempi alla mano - che, con un po' di cultura, fantasia e curiosità, è possibile per un giovane fotografo confrontarsi con progetti dai costi accessibili e facilmente gestibili.
A dimostrazione della sua tesi e del fatto che tali progetti possono arrivare al mercato e alla pubblicazione, buona parte dei lavori che mostrerà saranno nella forma effettivamente impaginata e pubblicata da “Diario” giornale per cui eʼ stato art director e photo editor per nove anni. Il tutto sarà preceduto da un inquadramento storico e da precedenti di lavori eseguiti "sotto casa", soprattutto nella fotografia americana e francese degli anni cinquanta. Il fatto di mostrare alcuni impaginati permetterà di affrontare la spinosa questione dell'editing in maniera più concreta e pragmatica  di altre circostanze in cui il tema viene trattato molto teoricamente e con scarsa praticabilità. L'editing è un momento molto difficile della definizione di un progetto e nel corso dellʼincontro non mancheranno consigli pratici su come affrontarlo meglio. Nel corso della serata verranno inoltre mostrate alcune serie di copertine di “Diario”, le più
originali e le più divertenti, per dimostrare come spesso una fotografia cessa di avere una vita propria o perde l'intenzione che il fotografo vi ha messo nello scattarla, per diventare un racconto "altro", leggibile dalla sensibilità di chi la guarda.
Una riflessione questa che raramente accompagna il fotografo durante la professione.

Maurizio Garofalo è nato nel 1959 e ha vissuto ad Ancona, Venezia, Firenze, Napoli, Roma, Milano. Laureato in Architettura, abbandona la libera professione dopo quattro anni per dedicarsi alla grafica editoriale e alla fotografia. Progetta diversi giornali - quotidiani e settimanali - e si occupa dello sviluppo dei sistemi informatici per l'editoria. Giornalista professionista, dal 2000 al 2009 eʼ Art director e Photo editor a "Diario", diretto da Enrico Deaglio, giornale che nel 2002 vince il premio internazionale "Guide de la Presse" come miglior giornale del mondo (insieme al quotidano serbo "Danas").

Per maggiori informazioni:
+ 39 328 3383634 – info@spaziolabo.it
www.spaziolabo.it - www.facebook.com/spaziolabo




fonte: notizia segnalata via mail

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Workshop fotografico “Primavera al Gran Paradiso”

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_BIX9333 2-6 giugno 2010

Il fotografo professionista Guido Bissattini, Campione Italiano di Fotografia Naturalistica 2006,  Campione del Mondo a Squadre 2008, documentarista, giornalista, collaboratore della Rivista specializzata “Fotografare” e di altre prestigiose testate tra cui Piemonte Parchi, Oasis, Meridiani e Meridiani Montagne, organizza un workshop di fotografia naturalistica nel versante piemontese del Parco Nazionale del Gran Paradiso, in alta Valle Orco. Sotto la guida del fotografo, che conosce profondamente il territorio e i suoi animali, sono previste uscite sul campo alla ricerca delle numerose specie di mammiferi e volatili che popolano il Parco, primi tra tutti gli stambecchi che in questo periodo si radunano in branchi di decine di esemplari e sono facilmente fotografabili conoscendone le abitudini.

La sera, davanti al camino, riesame e commento tecnico delle immagini scattate durante la giornata, approfondimenti di post-produzione al computer e proiezione di audiovisivi naturalistici.

PROGRAMMA di MASSIMA

Mercoledì  2 giugno

Arrivo dei partecipanti in mattinata, sistemazione nelle camere , pranzo con briefing di benvenuto e partenza per una prima escursione fino al tramonto. Rientro in albergo, cena davanti al camino, analisi delle foto scattate durante il giorno.

Da giovedì  a sabato

Giornate interamente dedicate alla fotografia nel parco, itinerari studiati in funzione delle condizioni meteo e ambientali per offrire a seconda delle situazioni il massimo delle opportunità di ripresa paesaggistiche o di animali. Dopo  cena, esame delle fotografie digitali realizzate durante il giorno e proiezione di audiovisivi naturalistici

Domenica 6 giugno

In mattinata ultima escursione fino alle 13. Pranzo, consegna attestati. Fine del corso e rientro dei partecipanti alle rispettive destinazioni.

N.B. Tale programma di massima potrà subire modifiche in funzione di condizioni atmosferiche particolari

Quota di euro 300 a persona, comprendente:

guida in loco, assistenza fotografica, utilizzo a rotazione di parte delle attrezzature fotografiche, attestato di partecipazione, gadgets.

Sistemazione in camere doppie con bagno in accogliente albergo a Ceresole Reale, circa 60 euro al giorno a persona, in pensione completa, da saldare direttamente in loco.

Viaggio a carico dei partecipanti. Per i brevi trasferimenti in loco sarà utilizzata la Land Rover Defender 110 dell'accompagnatore/fotografo (9 posti) più  1-2 auto dei partecipanti, a rotazione, in caso di necessità. Posti limitati Max 12 partecipanti

Info e prenotazioni:

info@bissa.it oppure 347 2514256

www.bissa.it




fonte: notizia segnalata via mail

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“Photography Workshop in New York City”

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spaziolabo_logo Spazio Labo’ - centro di fotografia - presenta: “Photography Workshop in New York City”
Progetto di formazione e produzione fotografica tra Bologna e New York City.

Periodo di svolgimento:
23 maggio - 12 giugno 2010

Organizzazione:
Associazione Spazio Labo’ - centro di fotografia
via Frassinago 43/2, 40123, Bologna
www.spaziolabo.itinfo@spaziolabo.it - tel. 328 33 83 634

Sito web del progetto:
www.photoworkshopnewyork.com

Referente:
Laura De Marco
responsabile comunicazione-ufficio stampa
laura.demarco@spaziolabo.it - tel 328 33 83 634

Descrizione del progetto:
L’idea di questo progetto nasce dalla personale esperienza di Laura De Marco e Roberto Alfano, fondatori della nuova realtà fotografica bolognese denominata Spazio Labo’ - centro di fotografia -, che in tempi e modalità diverse hanno avuto l’opportunità di vivere un’esperienza formativa a New York City, entrando in contatto con una delle realtà fotografiche più ricche e attive al mondo.
Da qui la volontà di condividere quanto preziosamente imparato: le reti di contatto, le modalità formative, le atmosfere creative, le possibilità esperenziali, le vaste offerte culturali di quella che può a tutti gli effetti essere considerata come la capitale della
fotografia globale. Inizialmente l’idea è di riportare questo nuovo bagaglio conoscitivo nella propria realtà, bolognese anzitutto ma anche italiana, sennonché appare presto evidente che per la riuscita del progetto non si possa prescindere dalla necessita’ di vivere dal vivo quelle atmosfere, quei luoghi, quelle persone. Ecco dunque che si sviluppa l’idea opposta: non più portare il mondo della fotografia newyorchese in Italia ma condurre i fotografi italiani a New York e in particolare in quella New York della fotografia di alto spessore in cui difficilmente ci si può imbattere - se non dietro accurata ricerca - durante una semplice, classica visita alla grande mela. Un’esperienza fotografica, in sostanza, che non sia il semplice sguardo del turista, per quanto appassionato, ma che possa cogliere di quella realtà la ricchezza di contenuti ed esperienze che da sempre ne fanno uno dei riferimenti culturali al primo posto nel mondo. Da questa presa di coscienza alla strutturazione del nuovo progetto il passo è breve: le idee prendono forma e si iniziano a condividere con tutti gli amici, fotografi e professionisti della fotografia - newyorchesi ma non solo -, che possano eventualmente collaborare col progetto che si sta formando. Il riscontro è da subito positivo e inizia così a delinearsi un gruppo di interessati che apporta il proprio contributo allo sviluppo di quello che viene denominato “Photography workshop in New York City”. Perché l’idea del workshop? Non avendo un equivalente preciso in italiano, la parola workshop é spesso associata a diverse interpretazioni sul cosa voglia dire ogni qualvolta che viene usata, per cui la si è ritenuta abbastanza flessibile e versatile. Originariamente, in termini industriali, un “workshop” era letteralmente una stanza o un edificio che offriva sia un’area di lavoro per gli operai sia gli strumenti che potevano servire per costruire o riparare prodotti. Oggi il termine è rimasto in uso soprattutto nel campo dell’educazione, dove per workshop si intende principalmente un corso intensivo, più o meno breve, un seminario o una serie di incontri di studio e approfondimento su un tema specifico dove si enfatizza l’interazione e lo scambio di informazioni tra un numero solitamente ridotto di partecipanti. Anche nelle arti viene utilizzato questo termine, come sinonimo di un grande studio o come il nome dato ad una serie di lezioni condotte da un noto artista dove le competenze sono condivise da tutti gli studenti. In questo progetto si considera il workshop come qualcosa che sta tra una piccola bottega artigiana, un’officina e un laboratorio, un seminario interattivo. Ci piace considerarlo come una fucina di idee, dove la condivisione, l’interazione e la crescita comune tra un gruppo di persone accomunate dallo stesso interesse sono gli elementi essenziali perché davvero l’esperienza del workshop funzioni. Ecco dunque perché vogliamo che la condivisione delle esperienze fotografiche maturate a New York avvenga secondo la modalità del workshop. Workshop, dunque, quale contenitore semantico meglio indicato per tutte quelle finalità che si vogliono raggiungere realizzando il progetto “Photography workshop in New York City”.

La proposta:
- creazione di gruppi di lavoro (classi) che potranno essere costituiti da un ristretto numero di fotografi (amatori più o meno evoluti - non principianti - o professionisti) di qualsiasi nazionalità, partendo ovviamente dal nostro bacino bolognese/italiano ma con lo scopo di allargare la rete di potenziali fruitori al resto d’Europa e al nord America;
- sviluppo di un team di relatori (fotografi docenti) che coprano il ruolo di insegnanti, tali perché dotati di significativa esperienza e notorietà artistica, ognuno nel suo specifico ambito/campo fotografico;
- organizzazione di diversi workshop di varia durata (tendenzialmente una settimana cadauno) con cadenza annuale da svolgersi necessariamente in un certo periodo dell’anno a New York City, dove il gruppo di lavoro si incontrerà col team di relatori. Ogni workshop vivrà come una sorta di progetto specifico e a se stante, rispondendo così alle specifiche competenze dei relatori coinvolti e alle idee che nasceranno attorno ad esso, ma sarà comunque legato agli altri proposti nello stesso periodo da un filo conduttore tematico che dara’ coesione al progetto presentato ogni anno. La consapevolezza alla base di tutto il progetto e’ che questi momenti di incontro saranno fondamentali per il percorso formativo, artistico e culturale di chi vi parteciperà, sia per imparare a confrontarsi con metodi, teorie e tecniche del tutto differenti tra loro nell’approccio alla fotografia, sia per lo scambio interculturale, materiale preziosissimo che inevitabilmente si verifica ogni volta che ci si misura con una realtà diversa dalla propria.

“Photography Workshop in New York City” sarà un progetto costantemente work in progress, che si alimenterà da solo col contributo di chi di volta in volta entrerà a farne parte, di anno in anno, di mese in mese.

I workshop dell’edizione 2010:
Per il 2010, anno inaugurale del progetto, ci si propone di portare avanti tre indipendenti esperienze di workshop, nel periodo tra fine maggio e le prime settimane di giugno, incentrate sul tema del reportage urbano e della street photography, generi fotografici che
proprio alla città di New York devono tanto. Ognuno dei fotografi-relatori selezionati si concentrerà sullo sviluppo di una parte di
questo tema a partire dalla propria esperienza personale. I workshop saranno teorici e pratici contemporaneamente, alternando sezioni di discussione in aula a sezioni di ripresa individuale all’interno dei cinque boroughs della città di New York.
Scopo di ogni workshop sarà quello di condurre ogni partecipante attraverso l’ideazione, realizzazione e produzione di un corpus fotografico coerente col tema del workshop. Tutti e tre i workshop avranno durata settimanale. Nel corso della settimana i relatori
accorderanno agli studenti una disponibilità individuale pressoché 24/7. Ogni workshop prevederà inoltre specifici incontri con fotografi e professionisti (curatori, editori, galleristi ecc.) newyorchesi nonché visite a mostre, gallerie e quant’altro offrirà la
città nel periodo specifico. Al termine di ogni workshop sarà prevista una serata conclusiva di presentazione del lavoro realizzato dai partecipanti.

Calendario dei workshop 2010:

Workshop #1
Tema: New York Stories: The Intuitive Document
con Erica McDonald e Andrew Sullivan - fotografi newyorchesi
www.ericamcdonaldphoto.com - www.andrew-sullivan.com
Periodo: 23 - 29 maggio 2010

Workshop #2
Tema: Another Frame in New York City
con Massimo Sciacca - fotografo italiano
www.massimosciacca.com
Periodo: 30 maggio - 5 giugno 2010

Workshop #3
Tema: Neighborhood Portraiture of New York City
con Aaron Lee Fineman - fotografo newyorchese
www.aaronleefineman.com
Periodo: 6 - 12 giugno 2010

Tutti dettagli sul progetto e i programmi dei workshop sono disponibili su: www.photoworkshopny.com

I workshop prevedono un contributo economico, che sarà tenuto il più basso possibile, da richiedere ai partecipanti per la copertura dei costi essenziali alla realizzazione del progetto.
Per ciascuno dei tre workshop verrà assegnata 1 borsa di studio a titolo di copertura completa delle spese dello svolgimento del workshop (la trasferta aerea, l’alloggio e il vitto sono esclusi) per dare la possibilità a tre giovani fotografi di età inferiore ai 31 anni di
vivere questa importante esperienza formativa.




fonte: notizia segnalata via mail

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Incontro con il fotografo Dario Coletti e presentazione del suo libro “Ispantos. A journey in Sardinia”

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spaziolabo_logo Il 14 maggio 2010, dalle ore 19.30, presso il centro di fotografia Spazio Labo’, (via Frassinago 43/2 c, Bologna; tel. 328-3383634; info@spaziolabo.it) verrà presentato il volume fotografico Ispantos di Dario Coletti.

Si tratta di una raccolta di immagini in bianconero che esplorano la Sardegna più intima e profonda disvelando (Ispantos in sardo è un termine che allude appunto alla sorpresa, a una meraviglia non priva della sensazione dello spavento) quella magia implicita nella nella scoperta di tradizioni secolari interpretate da una visione intima e profonda dell’Isola.
«Per me la Sardegna è un organismo - afferma Dario Coletti -, un organismo cosciente, attraversato da un sistema di comunicazione invisibile, efficace. Un’entità maschile e femminile contemporaneamente. A volte rassegnata come può esserlo chi ha milioni di anni di esperienza, a volte ribelle, combattiva come un adolescente appena affacciatosi alla società alla ricerca di una soluzione immediata, di una rivoluzione».

Il libro e l’autore saranno introdotti da Sandro Iovine, direttore della rivista IL FOTOGRAFO, che collabora con Dario Coletti dal 1996.

L’autore: Dario Coletti

Dario Coletti è nato a Roma nel 1959 e attualmente coordina presso l’Istituto Superiore di Fotografia di Roma il Master Annuale di Fotogiornalismo. Le sue fotografie sono conservate presso la biblioteche e musei nazionali. Pubblica alcuni libri su temi antropologici e sociali, tra i quali: Ispantos (Soter Editrice, 2006), Cooperazione in Trentino Alto Adige (Brennero der Brenner, 2003), Gente
di miniera (Poliedro, 1999)Ammentos (Comune di Cagliari, 1997), Gesti (Sinnos, 1996), 180 Basaglia (Sinnos, 1996), Terr’’e miniera (Sindacato MInatori Iglesienti, 1994). Ha esposto in gallerie e musei internazionali come: l’Opera House del Cairo, la galleria Mole di Tokyo, Palazzo delle Esposizioni di Roma, il centro Santa Chiara di Trento. Ha collaborato con il teatro Eliseo di Roma sulla pubblicazione di una cartella di manifesti da collezione, Tiscali, il musicista Enzo Favata e Medici Senza Frontiere realizzando un reportage ad Haiti. Collabora con testate giornalistiche nazionali ed internazionali. Partecipa a progetti collettivi come: Wonders of Italy, Bruxelles febbraio 2007, Il fotogiornalismo in Italia 1945-2000, MIlano 2006, Storie Brevi, Roma 2007 all’interno del Festival Internazionale della Fotografia di Roma, Ispantos, Villa Lagarina 2007, L’isola meravigliosa, Roma 2008. Negli ultimi anni si è dedicato all’approfondimento del linguaggio del film documentario.

Altre informazioni sono disponibili all’indirizzo internet: www.dariocoletti.com

Per maggiori informazioni:
+ 39 328 3383634
info@spaziolabo.it
www.spaziolabo.it
www.facebook.com/spaziolabo




fonte: notizia segnalata via mail

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Citerna Fotografia – Festival fotografico dell’Alta Valle Tiberina

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70x100 ’Alta Valle del Tevere tosco-umbra e la grande fotografia, un binomio sempre più consolidato: mentre non si spegne l’eco di “Nei luoghi di Piero Della Francesca”, la splendida mostra di scatti di Gianni Berengo Gardin e di Elliott Erwitt in corso a Sansepolcro nelle suggestive sale di Palazzo Pichi Sforza, un altro evento confermerà fra poco il ruolo di protagonista di questa parte del Centro Italia nel panorama fotografico nazionale: è la partecipazione del siciliano Ferdinando Scianna, uno dei più noti fotografi italiani, a “Citernafotografia” , la seconda edizione di questo festival che vuole confermare la sua presenza in questo territorio posto tra Umbria e Toscana, come un’occasione di incontro e dibattito sulla fotografia. Scianna, nato a Bagheria, ha iniziato negli anni Sessanta raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d’origine; da questo lavoro è nato anche un libro scritto con Leonardo Sciascia sulle feste religiose. Trasferitosi per qualche tempo a Parigi, è passato poi ai reportages all’estero e dal 1982 è entrato a far parte della Magnum Photo. Fotografo tra i più versatili, ha lavorato per la moda, la pubblicità ed il reportage. L’iniziativa cui Scianna partecipa si rivolge ad un pubblico che voglia trovare nell’antico e bellissimo borgo di Citerna un occasione per vedere mostre, partecipare a laboratori, e nello stesso tempo apprezzare le bellezze paesaggistiche, storiche, culturali e gastronomiche dell’Alta Valtiberina. Il tutto nell’arco di due fine settimana, il 24 e il 25 aprile e poi il 1° e il 2 maggio. E dunque due luoghi ricchi di storia e di atmosfera come Sansepolcro e Citerna ospitano un incredibile selezione di scatti, offrendo agli appassionati un’opportunità unica di godere delle immagini proposte nelle Città di Piero, dove due giganti come Berengo ed Erwitt presentano le loro visioni della terra natale dell’artista rinascimentale, e di quelle di Citerna, che accoglierà all’interno della manifestazione anche lo shooting fotografico della prestigiosa rivista “The Italian Touch” prodotta da Kemon, già sponsor dell’evento di Palazzo Pichi Sforza organizzato da Mercurio Promozioni.


Workshops

1-2 Maggio 2010

Palazzo Comunale

1 maggio -10-13 - 14:30/17:30

2 maggio - 10-13 - 14:30/17:30

  • Workshop del fotografo Giovanni Marrozzini

Memorie allo specchio. Nel workshop vengono affrontati i diversi modi del raccontare attraverso le immagini: dal reportage descrittivo alla storia fortemente interpretata, alla narrazione di "vicende dello spirito". Lo scopo é quello di esercitare ognuna delle delle possibili modalità narrative per individuare la propria capacità e necessità di comunicare

  • Workshop di fotografia stenopeica con Alessandra Capodacqua

Slow Photography Redux, La lentezza in fotografia, creare immagini con il foro stenopeico

Il foro stenopeico è uno strumento estremamente semplice per fotografare: con esso il fotografo abbandona il mondo hi-tech per esplorare il campo della no-tech. Durante il workshop i partecipanti potranno usare  il foro spenopeico, mettendo alla prova le infinite possibilità che questa tecnica può offrire, dalle macchine a foro singolo e/o multiplo, alle doppie esposizioni, alle distorsioni. Oltre alla parte pratica, ai partecipanti sarà presentato il mondo stenopeico contemporaneo, sia italiano che straniero, attraverso un excursus storico-artistico. Il seminario avrà una natura pratica mettendo al tempo stesso l’accento sulla sperimentazione e la creatività.

  • Workshop sulla Fotografia di Reportage tenuto dai fotografi del collettivo TerraProject

Il programma comprende: presentazione del Collettivo TerraProject, lettura del portfolio dei partecipanti, cos’è un racconto fotografico, come scegliere le storie, che taglio dare a una storia: editoriale o di ricerca, lavoro on assignment o autoproduzione, multimedia: quando, come e perché.

La quota di partecipazione ad ogni worshops è 120.00 €

Le iscrizioni si possono fare sul sito www.citernafotografia.org, o presso l'info point durante il festival – minimo 6-max 12  iscritti




fonte: notizia segnalata via mail

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Workshops di fotografia Obiettivo Granieri - Roma, primavera 2010

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locandina-big_maggio2010 Una proposta articolata in tre differenti moduli didattici autonomi e tra loro complementari per esplorare senso e contenuti del proprio lavoro e per imparare a conferirgli forma e visibilità.

A cura di Obiettivo Granieri

WORKSHOP con LINA PALLOTTA

Sabato 17 e domenica 18 aprile  2010

PROGRAMMA

Con questo workshop intendo esplorare quella linea sottile che definisce i confini tra la nostra visione soggettiva e il soggetto che vogliamo fotografare. Apprenderemo a riformulare in maniera creativa la visione del mondo cercando le metafore visive personali: reportage oggettivo/reportage soggettivo. Vorrei mostrarvi il lavoro di fotografi come Shomei Tomatsu, Daido Moriyama e il gruppo di Provoke, Jim Goldberg, Rinko Kawauchi, Morten Andersen, Ed Templeton ed altri che hanno messo in discussione l’approccio convenzionale e le strategie della narrativa fotografica.

Cercheremo di essere fedeli sia ai fatti che alle nostre percezioni, evitando i pregiudizi, aprendo noi stessi al flusso illimitato della realtà.

Vi aiuterò a giungere alla messa a fuoco dei contenuti e del personale punto di vista e percezione per sfidare le concezioni dominanti (luoghi comuni) del vedere.

Esploreremo le possibilità  espressive e comunicative della fotografia in un momento in cui la rete e nuovi linguaggi -  web/ multimedia - diventano predominanti.   L.P.

Si consiglia di portare un portfolio o una selezione del proprio lavoro in stampe o in formato digitale.

Il corso si svolgerà  in lingua italiana e in inglese con interprete.

Luogo: s.t. foto libreria galleria - Via degli Ombrellari n.25 - 00193 Roma

www.stsenzatitolo.it - info@stsenzatitolo.it - tel/fax +39 06 64760105

Orari: sabato 10,30/18,30 - domenica 10.30/18,30


WORKSHOP con MACHIEL BOTMAN

Sabato 1 e domenica 2 maggio  2010

PROGRAMMA

Compattiamo una settimana in due giorni, io vi mostro il mio lavoro, stampe, libri e menabò  e voi mi mostrate il vostro materiale, qualunque esso sia, piccole stampe, un’idea, un tentativo (fallito), qualsiasi cosa. Parliamo insieme per scoprire cos’è quest’incredibile esperienza di avere in mano un libro, guardarlo, leggerlo, amarlo, maledirlo. Scopriamo insieme cosa significa per voi lavorare ad un menabò, cosa può darvi, è libertà, è prigione? Qualunque cosa sia io voglio mostrarvi come costruire su ogni pagina che immaginate, su ogni pagina che realizzate. Sarei felice se alla fine portaste a casa delle soluzioni, o dei modi per arrivare alle soluzioni con i vostri tempi nel vostro spazio.   M.B.

Applicazione grafica a cura di Caterina C. Fiorentino.

Per ottimizzare i tempi e facilitare l’utilizzo del programma di impaginazione, si richiede di portare le immagini anche in files digitali con le seguenti caratteristiche: formato tiff, dimensione lato lungo 29,7 cm, 150 dpi.

Consigliamo a chi ne dispone di portare il proprio computer portatile.

Il corso si svolgerà  in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano.

Luogo: Obiettivo Granieri - Via San Remo n.3 - 00182 Roma

Orari: sabato 10,30/18,30 - domenica 10.30/18,30


WORKSHOP con LORENZO CASTORE

Sabato 8 e domenica 9 maggio  2010

PROGRAMMA

Mi presenterò a voi proiettando un mio slideshow ed in due giorni intensi lavoreremo sulle vostre immagini. Opereremo insieme una  scelta artistica per giungere alla selezione delle vostre foto maggiormente potenti per forza narrativa ed impatto emotivo. Giungeremo alla composizione di una sequenza da montare in slideshow. Rifletteremo insieme sull’umore generale delle immagini scelte e sul ritmo dato dalla loro sequenza per poter “sentire” i brani musicali più adatti ad accompagnarla.

Credo che lavorare alla  composizione di un proprio slideshow sia un esercizio molto utile per la necessaria e continua riflessione  sui contenuti e la qualità delle nostre immagini, è inoltre una creazione che permette una presentazione flessibile del nostro lavoro fotografico perché è possibile modificarla, migliorarla e renderla aperta ad accogliere e rispecchiare i nostri stessi mutamenti.    L.C.

Applicazione multimediale a cura di Giuliano Berarducci.

Per ottimizzare i tempi e facilitare il montaggio delle vostre immagini, si richiede di portarle in files digitali con le seguenti caratteristiche: formato jpeg, dimensione lato lungo 1600 pixel, 72dpi.

Consigliamo a chi ne dispone di portare il proprio computer portatile.

Il corso si svolgerà  in lingua italiana e in inglese con interprete.

Luogo: Obiettivo Granieri - Via San Remo n.3 - 00182 Roma

Orari: sabato 10,30/18,30 - domenica 10.30/18,30




Per maggiori informazioni:

Associazione Culturale Obiettivo Granieri

www.obiettivogranieri.net

info.obiettivogranieri@gmail.com

tel +39 348 3353560 - +39 338 7893908

tel/fax +39 081 7690606




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Incontro con il Prof. Maurizio Rebuzzini e presentazione del suo ultimo libro: “1839-2009. Dalla Relazione di Macedonio Melloni alla svolta di Akio Morita. Come dire, dal dagherrotipo all’acquisizione digitale di immagini. E consecuzioni. [Bologna]

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COMUNICATO STAMPA

spaziolabo_logo «Le tecnologie possono cambiare, evolversi, ma i princìpi restano»
Maurizio Rebuzzini

«Rebuzzini ha considerato una storia, quella della fotografia, da angolature classiche e anticonformiste, come è nella sua natura e preparazione di uomo colto ed intelligente, e come deve essere per non soggiacere a ribollite che oramai si sono consunte, nella
cucina poverissima di idee e ridondante di errori che blocca la digestione alle nostre menti. La traccia, proprio per prendere coscienza di che cosa è la fotografia e di quanto abbia inciso sul nostro modo di essere e di vivere, è i grandi momenti che hanno impresso una svolta senza ritorno»
Dalla prefazione di Giuliana Scimé

Il direttore della rivista FOTOgraphia Maurizio Rebuzzini, ospite di Spazio Labo’, incontra il pubblico bolognese e presenta il suo libro: “1839-2009. Dalla Relazione di Macedonio Melloni alla svolta di Akio Morita. Come dire, dal dagherrotipo all’acquisizione digitale di immagini. E consecuzioni” (Ed. Fotographia libri/collana Sguardi, 2009).
L’ultimo libro di Maurizio Rebuzzini è un percorso attraverso le innovazioni che hanno caratterizzato la storia del mezzo fotografico: dal dagherrotipo all’avvento del digitale. Ogni capitolo rappresenta una tappa fondamentale del linguaggio che dal 1839 non smette di cambiare ed evolversi, per arrivare all’operazione voluta da Akio Morita, presidente di Sony, che ha avviato l’acquisizione digitale
delle immagini, di certo non un traguardo ma un nuovo inizio. Rebuzzini parlerà del suo libro, commentandolo, decodificandolo e rivelandone apprezzabili dietro-le-quinte, ma non si limiterà a questo. Soprattutto, durante l’incontro condividerà col pubblico le proprie molteplici riflessioni e osservazioni sulla fotografia.

Istruzioni all’uso di Maurizio Rebuzzini:
Personalmente, sono convinto che per quanto esista e si sia espressa una storia della fotografia - ci mancherebbe altro -, i suoi racconti sono tutti soggettivamente personali e, spesso, carenti. Ovvero, sono sempre interpretazioni che ignorano almeno tanto quanto raccontano: con preconcetti geografici (per lo più americanocentrici) e/o culturali. Anche questa mia lettura è altrettanto parziale; però è volontariamente e coscientemente parziale e mirata. Oltre che inviolabilmente mia. In occasione del centosettantesimo anniversario della nascita della fotografia (1839-2009), e in sostanziale coincidenza di date con la prima relazione pubblica italiana sul dagherrotipo, di Macedonio Melloni, il dodici novembre, dai giorni delle origini individuo quattro tappe fondamentali e discriminanti, che da tecnologiche si sono proiettate sul linguaggio e l’espressività, con quanto ne è conseguito e ancora consegue: la Box Kodak, di George Eastman (1888), a partire dalla quale la fotografia ha smesso di essere soltanto autoreferente, per approdare all’osservazione della vita nel proprio svolgersi (e altro ancora); la Leica, di Oskar Barnack (1913-1925), dalla cui versatilità di impiego siamo soliti datare l’idea di istantanea e i princìpi del fotogiornalismo; la fotografia a sviluppo immediato, di Edwin H. Land (polaroid, 1947 e 1948), le cui successioni sociali e creative hanno impreziosito il secondo Novecento, e oltre; e, infine, l’acquisizione digitale di immagini, avviata da Akio Morita, presidente Sony (1981), dalla quale è partita la rivoluzione forse più sconvolgente di tutto il percorso fotografico. La fotografia digitale ha escluso la sensibilità chimica alla luce, per adottare quella elettronica: e la differenza non è certo piccola. Ripeto, sono tutte considerazioni e analisi personali, che propongono e vantano anche interpretazioni e visioni originali. Non importa quanto queste analisi siano condivisibili, e condivise; quello che conta è la curiosità con la quale si deve
sempre osservare ciò che è, magari alla luce di ciò che è stato. Non propongo considerazioni ed esami assoluti e definitivi; più semplicemente, ma mai banalmente -spero e credo-, offro spunti di riflessione che scartino a lato ogni pre-giudizio sulla combinazione, per me inevitabile e consequenziale, che collega la mediazione tecnica all’espressione creativa della fotografia.
La mia non è certo una interpretazione migliore di altre, forse è soltanto diversa, sicuramente è mia, e coincide con lo spirito con il quale racconto la Storia della fotografia nella mia docenza a incarico all’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Brescia. È tanto mia, che alla resa dei conti la racconto prima di tutto a me, probabilmente: questo è lo spirito di un giornalismo fotografico, che con
vicende alterne pratico dal 1972, e di una curiosità storica della fotografia che definiscono un impegno pubblico, coesistente con una soddisfazione intima e personale. Mi appartiene (di diritto) soprattutto una visione senza confini, che dalla tecnica approda al costume della fotografia, per abbracciare anche la sua socialità e considerare il linguaggio. Per questo, il ritmo del testo è alternato, al pari di quello delle illustrazioni di accompagnamento, la maggior parte delle quali proviene dall’archivio che ho edificato nei decenni. In assenza di seriosità, l’argomento fotografico è affrontato con adeguata serietà. Il racconto è guidato da mie convinzioni irrinunciabili. Sopra tutte, una è trasversale: nulla transita per percorsi lineari e inviolabili. Anche in fotografia, tutto si evolve per itinerari variegati, comprensivi di tanti aspetti e intrecci infiniti, ciascuno dei quali è allo stesso tempo causa ed effetto. Soprattutto questo sia chiaro ed esplicito.

Maurizio Rebuzzini si occupa di fotografia come redattore, collaboratore o direttore editoriale dal 1972. Scrive di linguaggio, tecnica e costume della fotografia applicando idee che, di fatto, abbattono i confini tra i diversi punti di osservazione. È curatore della sezione storica degli apparecchi fotografici al Museo Nazionale Alinari della Fotografia. Dal 2005-2006, è docente a incarico di Storia della Fotografia alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Brescia). Nel 2008 ha pubblicato il saggio “Alla Photokina e ritorno: annotazioni dalla Photokina 2008” (World of Imaging). È editore e direttore di FOTOgraphia, mensile di riflessione fotografica. È riconosciuto e stimato per un apprezzato e confortevole senso delle proporzioni.




Venerdì 16 aprile 2010, dalle ore 19
presso Spazio Labo’ - Centro di Fotografia
via Frassinago 43/2c, Bologna
Evento gratuito ed aperto al pubblico.
Contatti:
+39 328 3383634
info@spaziolabo.it
www.spaziolabo.it




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Inaugurazione di Spazio Labo' - Centro di Fotografia [Bologna]

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spaziolabo_logo Sabato 20 marzo 2010 a partire dalle ore 19, in via Frassinago 43/2c a Bologna, inaugura una nuova realtà interamente dedicata alla fotografia: Spazio Laboʼ - Centro di Fotografia.
Spazio Laboʼ è unʼassociazione culturale nata a Bologna nel mese di gennaio 2010 con lʼobiettivo di diffondere la cultura della fotografia in tutte le sue numerose accezioni ed usi e di farsi al contempo centro di ideazione e produzione fotografica: una vera e propria fucina di creazione e confronto, una realtà indipendente e aperta alla condivisione della passione per la fotografia a 360 gradi.

Spazio Laboʼ è ideata e fondata da Laura De Marco e Roberto Alfano che dopo anni di molteplici esperienze nel campo della fotografia hanno deciso di portare avanti un progetto autonomo e di ampio respiro. La neonata associazione si propone di diventare un centro per la promozione e lo sviluppo di una fotografia di qualità, originata non solo dalla conoscenza tecnica del mezzo fotografico ma anche e soprattutto da una approfondita educazione artistica e culturale alla fotografia. I fotografi di tutti i livelli troveranno dentro Spazio Laboʼ le risorse di cui hanno bisogno condividere la loro visione, per iniziare, continuare o migliorare il loro percorso personale tramite lʼinterscambio di idee e competenze e la possibilità di relazionarsi con una ampia community fotografica e una variegata rete di contatti. Spazio Laboʼ vuole essere una vera e propria officina per chi si approccia per la prima volta alla fotografia o per chi, già esperto, è alla ricerca di un ulteriore stimolo alla crescita; per chi cerca uno spazio dove ideare e realizzare i propri progetti; per creare, condividere e diffondere lʼarte fotografica e lʼuso del medium fotografico nella società contemporanea; per essere aperti alla fruizione e creazione di nuove tendenze. Spazio Laboʼ sarà particolarmente impegnata a favorire la crescita dei fotografi emergenti e quindi dei fotografi di domani, svolgendo attività di scouting.

La sede di Spazio Laboʼ, con i suoi 150 mq di open space in pieno centro cittadino, è al contempo una galleria fotografica, un centro di formazione per fotografi di tutti i livelli, un laboratorio progettuale continuo e aperto alla creatività individuale e di gruppo, un luogo di eventi dedicati alla fotografia e una piazza di incontro e interscambio tra professionisti e appassionati di ogni nazionalità. Spazio Laboʼ ospita inoltre una piccola biblioteca specializzata aperta quotidianamente dove lʼappassionato può trovare libri da sfogliare e alcune delle riviste di fotografia e arte più importanti al mondo: insomma, Spazio Laboʼ è uno spazio polifunzionale con al centro
tutto quello che riguarda la fotografia e il suo mondo. Nellʼambito delle sue molteplici attività – mostre fotografiche, incontri con
gli autori, seminari, lectures, corsi e workshop di fotografia, tra le altre - Spazio Laboʼ lancia anche unʼaltra iniziativa: un progetto di formazione e produzione fotografica dal nome “Photography Workshop in New York City” che metterà in contatto Bologna e New York e sarà realizzato in collaborazione con fotografi professionisti nazionali e internazionali. Spazio Laboʼ intende infatti da subito operare non solo in ambito locale e nazionale ma anche nel contesto internazionale, al fine di promuovere lʼinterscambio culturale tra la cultura fotografica italiana e quella estera. La sede di Spazio Laboʼ è aperta dallʼ8 febbraio 2010 e ha già al suo attivo una serie di importanti attività quali i workshop con Sandro Iovine, direttore della rivista Il Fotografo e noto critico ed esperto di fotografia a livello internazionale, e con Cristina Nunez, eclettica fotografa spagnola specializzata nellʼautoritratto fotografico, nonché la presentazione dellʼultimo libro di Diego Mormorio, uno degli storici della fotografia italiani più rinomati allʼestero.
Per i prossimi mesi sono in programma collaborazioni con MaurizioGarofalo, noto photo editor e art director di Diario, Maurizio Rebuzzini, direttore della rivista FOTOgraphia e figura di grande rilievo nel mondo della fotografia italiana, e con altri importanti nomi del panorama fotografico nazionale e non solo.


Per qualsiasi ulteriore informazione:

Laura De Marco
laura.demarco@spaziolabo.it
+39 328 3383634

Contatti:
info@spaziolabo.it
www.spaziolabo.it
www.facebook.com/spaziolabo





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Presentazione del libro “Cape Town - South Africa” [Roma]

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13 Marzo 2010, ore 17  17 Marzo 2010, ore 18.30

Presenterà il libro Tiziana Faraoni, photoeditor de L’Espresso, alla presenza dell’autore Marco Lachi
e delle curatrici Chiara Capodici e Fiorenza Pinna

“Cape Town - South Africa” è il frutto della visione di Marco Lachi del fenomeno della paura urbana nelle zone residenziali di Città del Capo e in alcune altre aree suburbane del Sud Africa. Muri di cemento che circondano le abitazioni, filo spinato e telecamere, segni evidenti della tendenza della popolazione a trincerarsi, vengono “abbelliti” da elementi naturali, che però non ne nascondono l’evidenza. “In Sud Africa Marco Lachi ha trovato quello che cercava.
Luci alte e pulite che mettono in evidenza le linee armoniose delle architetture e la sobrietà degli edifici, i colori di una natura che si intrufola rigogliosa negli interstizi o sopra i muri. I muri, appunto. Perché a un’osservazione più attenta ci si rende conto che il lavoro di Marco Lachi è prevalentemente dedicato ai muri, alle recinzioni, alla protezione. Le ingannevoli luci alte e un raffinato utilizzo dello
stile documentario tolgono pathos alle immagini e rendono la percezione della difesa, della paura, difficilmente percepibili. Lachi non racconta il Sud Africa ma raccoglie, in un suo ideale quaderno, appunti personali realizzati secondo gli insegnamenti di quella fotografia americana che propugna un’oggettività che non giudica. [...]La fotografia di Lachi ci costringe a un’operazione di maieutica, a superare il fascino oggettivo delle immagini per analizzare in profondità quello che ci vuole raccontare”.

(Giovanna Calvenzi – dall’introduzione al catalogo della mostra)


Ufficio Stampa: Mandeep Photography and beyond
Viale dello Scalo San Lorenzo, 55
06 43419054
press@mandeep.it
http://www.mandeep.it




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Festival della fotografia etica [Lodi]

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FestivalFotograficaEtica Il Festival

Il Festival della Fotografia Etica nasce da un'idea del Gruppo Fotografico Progetto Immagine e rappresenta un’iniziativa unica nel suo genere: non esistono, né in ambito nazionale né internazionale, festival fotografici dedicati all’approfondimento della relazione etica-fotografia. La manifestazione vuole essere un’occasione per avvicinare il pubblico a contenuti di grande rilevanza etica attraverso la fotografia, promuovendo la stessa a strumento di conoscenza e di approfondimento delle tematiche proposte.
Il Festival si svolgerà a Lodi dall’ 11 al 14 marzo 2010 e si svilupperà secondo due filoni principali:

• Mostre di fotoreporter che hanno prestato la propria opera al servizio di ONG per la divulgazione delle tematiche umanitarie legate alle attività svolte da queste ultime;

• Serate di videoproiezioni di progetti svolti da “photo-collectives”, ovvero gruppi di fotografi professionisti indipendenti, su tematiche di forte contenuto etico.


Mostre

Attraverso le mostre fotografiche il Festival vuole portare l’attenzione sul lavoro di fotoreporter di livello internazionale che hanno svolto la propria opera al servizio di ONG con rilevanti risvolti etici, sia per ciò che attiene ai contenuti dei progetti e agli ambiti operativi, sia per ciò che attiene al rapporto professionale tra la ONG committente e il fotoreporter. Altrettanto rilevante è il pieno coinvolgimento nel Festival delle ONG che esporranno le mostre, al fine di mettere in evidenza le motivazioni che le hanno portate a scegliere la fotografia quale efficace strumento di comunicazione.
Parteciperanno:

• Medici Senza Frontiere con la mostra “Colombia, voci nascoste” – Foto di Francesco Zizola

• Greenpeace con la mostra “Il costo umano di una catastrofe nucleare”– Foto di Robert Knoth

AMANI con la mostra “Migranti” – Foto di Francesco Cocco (non più presente all’evento)

• Il fotoreporter Luca Catalano Gonzaga, vincitore del premio Grand Prix Care du Reportage Humanitarie 2009, con la mostra “Worldless Children”.


Videoproiezioni di “photo-collectives”

I “photo-collectives” rappresentano una novità nel panorama del fotogiornalismo, con peculiarità che ne fanno delle realtà eticamente sensibili. Spesso evitano il tradizionale circuito commerciale del fotogiornalismo, scegliendo in autonomia le tematiche da trattare e proponendo lavori organici con l’utilizzo di linguaggi nuovi e di molteplici forme e stili comunicativi. Successivamente alla realizzazione dei progetti vengono individuati gli ambiti nei quali questi possono avere una commercializzazione, ribaltando così il tradizionale rapporto committente-fotografo. Il Festival propone quattro serate di proiezioni di audiovisivi tecnologicamente innovativi e di particolare interesse etico-giornalistico, realizzati da “photo-collectives” nazionali e internazionali. La presentazione dei lavori sarà seguita da un dibattito con il pubblico presente.
Parteciperanno:

• Activestills – Israele

• Argos – Francia

• Ruido Photo – Spagna

• Terra Project – Italia


Le Sedi del Festival

Le mostre saranno esposte a Lodi presso le seguenti sedi:

• la sede del Gruppo Fotografico Progetto Immagine

Via Vistarini 30, Lodi

• la ex Chiesa di San Cristoforo

Via Fanfulla 14, Lodi

• la ex Chiesa dell’Angelo

Via Fanfulla 22, Lodi


Le videoproiezioni saranno presentate presso la Sala Polifunzionale Carlo Rivolta
Via Cavour 66, Lodi.




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Presentazione del libro “Meditazione e fotografia, ovvero vedendo e ascoltando passare l'attimo” [Bologna]

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Comunicato Stampa


“la bellezza è la cosa che più abbonda nel mondo. Ci vogliono però occhi per vederla: una particolare capacità di saper guardare e di saper ascoltare” - Diego Mormorio

spaziolabo_logo Sia la tradizione orientale che quella occidentale considerano l’organo della vista la base e l’origine di ogni conoscenza. L'occhio è il centro dell’uomo. Parte da qui Diego Mormorio per riflettere sul rapporto possibile e stimolante tra la pratica della meditazione e l’esercizio del fotografare. Se, come dicono i maestri zen, “meditare è vedere le cose così come sono”, allora l’apparecchio fotografico, potenziamento dell’organo della vista, può penetrare più a fondo nell’apparenza delle cose, fino a diventare un vero
occhio meditativo. Mormorio ripercorre la storia dello sguardo nell’arte, mostra le tracce di una possibile concezione zen del linguaggio fotografico nel lavoro di grandi autori del nostro tempo, fino a suggerire pratiche e tecniche utili a vivere la fotografia come un esercizio mentale e spirituale.

Per gli amanti della fotografia e per chi si interessa di meditazione, questo libro è un viaggio complesso e affascinante all’interno di un possibile e inusuale modo di concepire l’azione del fotografare: “Del resto, non dimentichiamolo, l’obiettivo di chi pratica la fotografia come meditazione è assai più impegnativo del conseguimento di un risultato esclusivamente estetico. È quello di imparare a guardare e di trovare nell’osservazione la più grande scuola di vita, il nostro principale maestro”.

Diego Mormorio, critico e storico della fotografia, si è occupato soprattutto dei rapporti tra la fotografia e la cultura filosofica e letteraria. Da alcuni anni si interessa particolarmente al tema della rappresentazione della bellezza e della natura, con particolare riguardo al paesaggio. E’ autore di numerose pubblicazioni, tra le quali : “Gli scrittori e la fotografia” (1988), “Storia della
fotografia” (1996), “L’isola dei siciliani” (1995), “Vestiti. Lo stile degli italiani in un secolo di fotografie” (1999), “La lunga vacanza del barone Gloeden” (2002), “La regina nuda. Delazioni e congiure nella Roma dell’ultimo Papa Re” (2006), “W Garibaldo. Tre racconti garibaldini” (2007), “Meditazione e fotografia, ovvero Vedendo e ascoltando passare l’attimo” (2008).
Ha inoltre curato decine di mostre per enti pubblici e privati, introdotto numerosi cataloghi e libri fotografici di vari autori italiani e stranieri. Come critico fotografico ha collaborato a diversi quotidiani e riviste. Ha insegnato Storia della fotografia presso la facoltà di Lettere e filosofia di Palermo (DAMS), all’Istituto Europeo di design di Roma e alla Scuola superiore per restauratori dei materiali cartacei di San Casciano dei Bagni. Nell’anno accademico 2008/2009 ha insegnato Storia della Fotografia Contemporanea
all’Accademia di Belle Arti di Napoli e in quello 2009/2010 insegna all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Ha diretto la galleria Acta International di Roma. È stato redattore della rivista Photo Italia e photo editor nei quotidiani Il Messaggero e L’Informazione. È iscritto all’Ordine dei Giornalisti di Roma.




INFO

Giovedì 25 febbraio 2010

presso: Spazio Labo’ - Centro di Fotografia

indirizzo: via Frassinago, 43/2c

orario: ore 19

costo: ingresso libero

info: info@spaziolabo.it

Web: www.spaziolabo.it




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Rassegna fotografica “Obbiettivo Donna 2010 – V edizione” [Roma]

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Obiettivo Donna Obbiettivo Donna rassegna annuale di sguardi al femminile è nata con lo scopo di sottolineare il ruolo delle donne nel panorama fotografico contemporaneo. Organizzata e prodotta da Officine Fotografiche giunge quest’anno alla sua Vª edizione. L’evento è patrocinato dalla Regione Lazio e dall’Assessorato alle Politiche Culturali e alle Pari Opportunità del Municipio XI del Comune di Roma. Ogni anno Obbiettivo Donna propone un tema specifico. Sguardi al femminile il cui filo conduttore è l’espressione e la ricerca soggettiva. Quest’anno la rassegna è dedicata alle Storie. La fotografia, da alcuni decenni, vede nel lavoro portato avanti dalle donne, la punta di diamante di una ricerca che approfondisce nuovi territori, i quali svelano l'assoluta originalità circa la comprensione dei comportamenti e delle dinamiche relazionali nei diversi contesti sociali e culturali. Le tre autrici ospitate quest’anno hanno formazione e stili diversi, si muovono e interpretano il mondo che le circonda con sensibilità profonde, tentano di carpire indagare e restituire la loro impressione attraverso un approccio e un'estetica estremamente personale. Puntano il loro “Obbiettivo” sui diversi ambiti della vita comune, da cui trapelano aspetti personali. Le Storie vanno dal mondo maschile dello sport, alle impressioni immaginarie riportate dall’incontro di una città, arrivando fino all’attuale mondo delle “badanti” venute dall’Est. Intimità e soggetti diversi ma con un denominatore comune: la voglia di guardare oltre, sempre più lontano, nella ricerca che accompagna le diverse sfumature dei soggetti. In calendario numerosi appuntamenti: mostre, seminari, letture portfolio e presentazioni editoriali. Il ciclo di esposizioni parte il 27 febbraio con l’inaugurazione di WaterPolo, di Cristina Capponi, fotografa del gruppo di Officine Fotografiche che con il suo sguardo è entrata nell’universo maschile della pallanuoto per cercare elementi che vanno oltre il gioco e la performance sportiva. Spazio poi alla partenopea Michela Palermo con As i was following you che dall’incontro con New York ha riportato una visione ricca di simbolismi e personali suggestioni. Il ciclo di mostre personali si concluderà il 27 marzo con Roberta Valerio, fotografa freelance, francese di adozione. Onora il padre e la madre. Badanti, è nato dall’incontro con questa realtà. L’autrice ha racchiuso nel reportage la condizione esistenziale e psicologica di questa figura professionale, rappresentandone la doppia esistenza legata al “trasloco” di emozioni e sentimenti cui è costretta vivere.
Obbiettivo Donna oltre alla rappresentazione espressiva offre un ampio spazio al confronto e al dibattito. Lo scambio di visioni vedrà protagonista Sara Munari che oltre alla lettura del portfolio presenta la sua prima pubblicazione. Oceano India è una libera interpretazione sul Paese. Forte di significati, tracce, reperti visivi e fantasmi, l’India di Sara è una realtà sfocata dominata dall'eccesso e dal baccano. Il lavoro sarà presentato da Laura Salvinelli, autrice di un altro lavoro sull’India. Con uno sguardo diametralmente opposto Laura affida ai suoi singolari reportraits il lavoro delle donne indiane. Le presentazioni editoriali continueranno con la rivista fotografica RVM - Rearviewmirror – Magazine di Fotografia in cui ogni visione offre una diversa prospettiva sul mondo. Irene Alison, direttore responsabile,ci accompagnerà alla scoperta del nuovo numero attraverso il lavoro di tre fotografe: Lisa Wiltse, Andrea Gjestvang e Julia Fullerton-Batten. Le presentazioni si concluderanno con la tavola rotonda sull’editoria al femminile. L’incontro si aprirà con l’intervento di Angela Rorro curatrice della mostra Donne Avanguardie femministe negli anni 70’, un'esposizione ricca di oltre 200 opere, di sedici artiste di fama internazionale, presso la Galleria Nazionale d’Arte moderna e contemporanea di Roma. Spazio poi alla presentazione del progetto fotografico Di Lei, Donne Globali Raccontano, ideato da Simona Filippini. Di Lei, nasce come racconto di storie al femminile: un gruppo di donne immigrate, tra i venticinque e i quarantacinque anni, fotografano il loro quotidiano all’interno di alcune famiglie italiane nelle quali lavorano come collaboratrici domestiche. Tra gli incontri da segnalare quello con Barbara Gnisci, un seminario sulla Storia della Fotografia al Femminile, con un’attenzione particolare al lavoro di alcune fotografe di rilievo.

La rassegna si svolgerà dal 27 febbraio al 9 aprile 2010 nella sede di Officine Fotografiche. Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito, per la lettura del portfolio di Sara Munari bisogna prenotarsi in anticipo.

STORIE NEWS: contenuti di approfondimento, interviste alle autrici, recensioni editoriali, appuntamenti e curiosità accompagneranno i visitatori alla scoperta della Vª edizione.


Clicca qui per consultare il programma della rassegna


INFO

Inaugurazione sabato 27 febbraio, ore 18.00

dal 27 febbraio al 9 aprile 2010

presso: Ass.ne Culturale Officine Fotografiche

indirizzo: via Casale de Merode, 17/A

orario: consulta il programma

costo: ingresso libero

info: (tel./fax) 06-5125019 / of@officinefotografiche.org

Web: www.obbiettivodonna.net




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Quarta edizione di “Rapallo Fotografia Contemporanea” [Rapallo (GE)]

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Dal 10 al 20 gennaio 2010 si terrà  nella suggestiva sede dell'Antico Castello di Rapallo la quarta edizione di  “Rapallo Fotografia Contemporanea”  con la prima personale in Italia dell'artista giapponese Takashi Homma dal titolo “Widows”  a cura di Francesco Zanot, e la collettiva “Open Space” a cura di Andrea Botto. Quest'ultima riunisce i lavori di sette fotografi italiani: Giorgio Barrera, Laura Cantarella, Martina Della Valle, Enza Di Vinci, Luigi Gariglio, Moira Ricci e Mirko Smerdel. Tema dell'edizione 2010 con cui sono stati invitati a confrontarsi gli artisti  è “Custodire la memoria”.

widows01©Takashi Homma, 2009 Il progetto Rapallo Fotografia Contemporanea,   nato nel 2006 da un’idea del fotografo Andrea Botto, promosso dal Comune di Rapallo, con il contributo della Regione Liguria insieme ad alcuni sponsor privati, ed il patrocinio della Provincia di Genova, è l'unico nel suo genere in Liguria. La manifestazione si pone come obiettivo la promozione e la valorizzazione della fotografia contemporanea, attraverso la creazione di un archivio di immagini “d’autore”. Ogni anno viene coinvolto un fotografo di fama internazionale  e un gruppo di giovani che lavorano, nella massima libertà artistica  su uno stesso tema,  legato al territorio della Riviera Ligure di Levante, di cui Rapallo è punto centrale e di eccellenza.

Dopo Mario Cresci, Antonio Biasucci, e Mark Cohen, ad interpretare il tema dell’edizione 2009 “Custodire la memoria”, è stato invitato alla fine di agosto del 2009, Takashi Homma per realizzare un progetto personale.

Durante il suo soggiorno, ispirato dalle immagini d'epoca conservate negli archivi fotografici del Comune di Genova e di Rapallo, l’autore giapponese ha scelto una chiave di lettura molto particolare, che fa riferimento alla volontà di preservare il ricordo, personale ed intimo, anche di fronte ad una perdita, come quella di una persona cara. Ha realizzato così, undici ritratti a donne vedove, testimoni silenziose della memoria dei compagni scomparsi, uniti alle immagini tratte dai loro album di famiglia e ad alcuni scorci dei luoghi in cui vivono, ottenendo un grande affresco di memoria collettiva che saranno esposte alla mostra Widows a cura di Francesco Zanot.

widows02©Takashi Homma, 2009 Takashi Homma, nato nel 1962 a Tokyo, dove attualmente vive, studia fotografia al Nihon University College of Art e nel 1984 inizia a lavorare nel campo della pubblicità. Nel 1991 si trasferisce a Londra dove lavora come fotografo della prestigiosa rivista i-D Magazine. Nel 1999 vince il Kimura Ihei Commemorative Photography Award per il progetto editoriale Tokyo Suburbia, divenuto in pochi anni un libro di culto ormai introvabile.

La mostra collettiva Open Space, riunisce i lavori di sette autori italiani, sette sguardi differenti e molto personali legati dal filo rosso del ricordo, sia esso privato o collettivo:

Giorgio Barrera presenta il lavoro Campi di Battaglia, ricerca fotografica sui luoghi dove si sono combattute le guerre di indipendenza del Risorgimento italiano. Le sue immagini non raccontano la guerra d'azione o esponendo corpi mutilati, ma  attraverso la descrizione di un paesaggio in cui è sepolta una storia molto importante.

Giorgio Barrera è nato a Cagliari nel 1969. Terminati gli studi, dopo un periodo di collaborazione con Joel Meyerowitz, si interessa di sociologia e focalizza la sua ricerca sui rituali quotidiani della vita domestica, sulla street photography e la fotografia di paesaggio. I suoi lavori hanno ottenuto importanti riconoscimenti tra i quali i premi Baume & Mercier, Canon, FNAC e Federchimica, e sono stati pubblicati in diversi libri e cataloghi sia in Italia che all'estero.

Laura Cantarella espone un lightbox di grandi dimensioni dal titolo Etna, tratto dalla serie Topografia del trauma in cui gli eventi traumatici nel territorio, siano essi naturali o indotti dall’uomo, vengono indagati come generatori di nuovi spazi e nuove possibilità, in grado di aprire mondi ed immaginari nuovi, di creare un grado zero del progetto così come dello sguardo.

Laura Cantarella  è nata a Savigliano (CN) nel 1972. Architetto di formazione, è fotografo free-lance di architettura e territorio. La sua ricerca fotografica si concentra attualmente su due temi: la trasformazione del territorio in parco tematico e la relazione tra architettura ed eventi traumatici.

Martina Della Valle propone il progetto Under the sun of Onomichi, realizzato durante la residenza ad Onomichi in Giappone nel 2009. Dodici fogli di carta cianografica che componevano una sfera origami ed un video che ne documenta l’esposizione al sole e la successiva distruzione.

Martina della Valle nasce a Firenze nel 1981. Si diploma nel 2003 al corso triennale di fotografia all'Istituto Europeo di Design di Milano. Ha collaborato come fotografa con varie riviste come Mood, Case da Abitare, Io donna, Urban, Made05, Rolling Stone, Cross, Art.it Jp, Kunst Zeitung, ed ha realizzato immagini pubblicitarie per la fondazione Pitti Immagine Discovery.  Attualmente vive e lavora tra Milano, Firenze e Berlino.

Enza Di Vinci, con l’opera Il matrimonio di Giovanna, racconta le vicende della sua famiglia attraverso una fotografia storica e la storia ad essa legata. Una memoria comune a molte famiglie liguri di inizio ‘900, fatta di emigrazione in Sud America, divisioni e ricongiungimenti familiari.

Enza Di Vinci è nata a Genova nel 1970. Ha studiato Architettura e si è laureata all’Università di Genova nel 1998. Dal 2000 espone in mostre d’arte contemporanea. Dal 2004 realizza servizi curatoriali e progetti di allestimento per mostre d’arte.

Luigi Gariglio propone il progetto Just born!, ritratti di bambini appena nati. Uno sguardo sul domani, forse un tentativo di anticiparne una possibile memoria futura.

Luigi Gariglio è nato a Torino nel 1968. Dal 2002 insegna Sociologia Visuale e Usi Sociali della fotografia all’Università  di Torino. Allievo di Gabriele Basilico, le sue immagini sono state esposte alla National Portrait Gallery di Londra, allo Stedelijk Museum di Amsterdam, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, alla Gam di Palermo, a Palazzo Reale e alla Triennale di Milano.

Moira Ricci presenta un video dal titolo “Ora sento la musica, chiudo gli occhi, sento il ritmo che mi avvolge, fa presa nel mio cuore” composto da vari spezzoni di riprese realizzate dalla madre scomparsa. Come altri suoi lavori, anche questo è un tentativo di ricongiungimento e di rivivere il desiderio della madre di vedere realizzato per la figlia quello che per lei era stato solo un sogno irragiungibile, diventare ballerina.

Moira Ricci (Orbetello, 1977) ha studiato alla scuola di fotografia R.Bauer e all'Accademia di Brera. Si occupa di varie tecniche di linguaggio visivo, tra cui la fotografia, il video e l'installazione.  Tra le ultime mostre collettive: Art Fall 09 Ferrara Contemporanea, Ferrara; Realtà Manipolate, CCC Strozzina, Firenze; Hors Pistes 2009, Centre Pompidou, Parigi; Terzo Paesaggio, Galleria Civica d’Arte Moderna, Gallarate; Talent Latent, SCAN 08, Tarragona.

Mirko Smerdel espone il lavoro Utopic Memory Portraits, una serie di cartoline e fotografie private, immagini trovate e rielaborate attraverso la pratica del collage.

Mirko Smerdel nasce a Prato nel 1978. Diplomato alla NABA di Milano, fonda la sua ricerca sui temi legati a memoria e scomparsa e al potere evocativo delle images trouvèe per giungere ad un’archeologia ed una geografia mentale della vita contemporanea, creando un collegamento tra passato e futuro.

Dopo l'inaugurazione delle due mostre che si terrà domenica 10 gennaio alle ore 11.00 nel pomeriggio alle ore 15.00 seguirà una tavola rotonda “Custodire la memoria. Archivi storici e arte contemporanea” con interventi dell'artista Mario Cresci, del critico di architettura Giovanni Corbellini, del critico e curatore Francesco Zanot, e inoltre di Elisabetta Papone, Natalina Remotti, Barbara Terrosi. Moderatore Andrea Botto.


*widows©Takashi Homma, 2009


Per Informazioni:

info@rapallofotografiacontemporanea.it

Tel. (+39) 0185.50528

www.rapallofotografiacontemporanea




fonte: notizia segnalata via mail

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Memorandum - Festival della Fotografia Storica

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Mussolini in visita agli stabilimenti dell’Alenia Aereonautica di Torino (Archivio Storico Alenia Aeronautica)

In Piemonte nasce un nuovo festival dedicato alla riscoperta degli archivi fotografici: ventidue mostre in programma fra Torino e Biella

Valorizzare la fotografia come patrimonio e memoria; far conoscere al grande pubblico le collezioni degli archivi storici fotografici italiani e internazionali spesso accessibili solo agli addetti ai lavori; contribuire al  dibattito sulla conservazione dei supporti come lastre e negativi: con questi obiettivi nasce in Piemonte Memorandum - Festival della Fotografia Storica. La manifestazione, in programma tra Torino e Biella, prende il via il 20 dicembre con lo spettacolo Ultima fermata Tempelhof: per non dimenticare (Torino, Museo Regionale della Scienze Naturali), che rientra nelle celebrazioni nel ventennale della caduta del Muro di Berlino. Gli eventi vanno avanti fino al 28 marzo 2010: ventidue mostre, molte delle quali in anteprima, incontri con il pubblico, due reading teatrali che impiegano la fotografia con funzione narrativa; tra i vanti di questa prima edizione la presentazione di un inedito Henri Cartier Bresson dell’Archivio Storico Olivetti.
Il Festival, che avrà cadenza annuale, è sostenuto dalla Regione Piemonte, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e da numerosi partner tra archivi pubblici e privati di società, musei, associazioni, case editrici, agenzie fotografiche, fotografi, collezionisti e studiosi. L’organizzazione è affidata all’Associazione StileLibero di Biella; ideatori e curatori sono Alessandro Luigi Perna e Fabrizio Lava. Gli eventi sono distribuiti tra il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino e il Museo del Territorio di Biella.
La fotografia, nata nella prima metà dell’Ottocento, ha contribuito in maniera determinante alla costruzione di una memoria storica condivisa degli ultimi 150 anni. Già nella Guerra di Crimea e nella Guerra Civile Americana si evidenziano le potenzialità della fotografia come strumento giornalistico, che trovano una piena attuazione con i giornali illustrati degli anni Trenta. All’i nizio del Novecento la fotografia indaga tutti gli ambiti della società: viaggi, antropologia, scienza, industria, eros…
Al centro dell’attenzione del Festival è la salvaguardia degli archivi fotografici, specie dei meno conosciuti e accessibili, dal rischio di estinzione dovuto agli elevati costi di conservazione, catalogazione e digitalizzazione. L’idea è di realizzare iniziative mirate di catalogazione e selezione di materiali, organizzando successivamente fotoproiezioni e mostre e pubblicando  cataloghi.
La maggior parte delle esposizioni si concentra nel capoluogo piemontese a partire dal 29 gennaio. Si segnalano, in particolare, oltre agli scatti di Cartier Bresson degli stabilimenti Olivetti di Pozzuoli (“Cartier Bresson e la Olivetti di Pozzuoli - 26 stampe digitali”), la mostra tratta dagli archivi storici della Fiat sull’avventura della casa automobilistica nelle corse sportive (“Rombavano i motori: le gare automobilistiche Fiat dalle origini agli anni ’30”) e quella sugli stabilimenti Alenia all’epoca del fascismo (“L’aeronautica in camicia nera”).
L’Archivio Storico Amma è presente con due mostre di cartoline (“Le Esposizioni di Parigi 1900, 1925, 1937” e “Le Esposizioni di Torino 1898, 1902, 1911, 1928”) e una sui lavoratori nell’industria regionale (“C’era una volta la fabbrica”).
La Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi presenta immagini dei primordi della fotografia erotica collezionate da Ando Gilardi (“Dalla Storia con Amore”). L’agenzia fotografica Tips propone, invece, uno spaccato sul movimento delle Suffragette (“Voto e libertà”) e una serie di foto inedite sull’Inghilterra colpita dai bombardamenti tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale (“Sotto le bombe di Hitler: la battaglia d’Inghilterra”).
I Musei Civici di Pavia, in vista del 150° dell’Unità d’Italia, mostrano la collezione Cairoli nella rassegna “Una famiglia risorgimentale”. Il Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università degli Studi di Torino fa vedere, invece, la raccolta degli ingegneri Gariazzo e Sesti sulla costruzione della ferrovia Matadi-Leopoldville nel Congo Belga all’inizio del Novecento.
Il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo partecipa con una selezione tratta dagli archivi Racconti dal Sud dell’Italia. Fotografie del territorio biellese (“Dall’alto: i paesaggi aerei del Fondo Minoli”) sono invece messe a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. Infine, un percorso espositivo riguarda il periodico Rcs «L’Europeo» lungo quarant’anni  di storia italiana.
A Biella, dal 22 gennaio, si può visitare la mostra “Giancolombo: l’Europa anni ’50”, affiancata dagli scatti di due autori della Tips: Guido Alberto Rossi, con il reportage “Dal fronte del Vietnam”, e Santi Visalli, con le sue immagini sull’America di fine anni Sessanta, inizio Settanta.
Gabriele Basilico espone il suo lavoro “Esplorazioni di fabbriche - Percorsi nell'archeologia industriale di Biella”. Rimanendo in ambito biellese, dall’Archivio di Stato di Biella proviene il Fondo di Pietro Torrione, fotografo che a cavallo tra Ottocento e Novecento ritrae il patrimonio artistico della città e il paesaggio naturale che la circonda. Alla manifattura locale è dedicato un grande album fotografico del Lanificio Giuseppe Rivetti. Infine, sono in mostra alcune decine di fotografie del Fondo Luigi Borsetti, tecnico tessile e grande viaggiatore, scattate durante i primi decenni del Novecento in Medio Oriente.


*Mussolini in visita agli stabilimenti dell’Alenia Aereonautica di Torino (Archivio Storico Alenia Aeronautica)


Link utili:




fonte: www.culturaitalia.it

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Presentazione del volume “Colorno - Itinerari tra immagini e parole” [Colorno (PR)]

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copertina_colorno Il volume “Colorno - Itinerari tra immagini e parole” – presentato in anteprima sabato 12 dicembre – raccoglie suggestive immagini del comune della Bassa. Le fotografie di Franco Piccoli e i testi di Maria Teresa Moschini insieme per un libro unico edito da Edicta e curato dall’agenzia di comunicazione colornese Bi&Bi Advertising

Un passeggiata a Colorno in 144 pagine. Un percorso emozionante tra panorami unici: dalle campagne agli argini e al grande fiume Po, dalle strade e dai vicoli del centro storico alla stupefacente piazza dominata dalla monumentale Reggia. “Colorno - Itinerari tra immagini e parole” comprende tutto questo, emozionando il lettore dall’inizio alla fine, con un picco di spettacolarità nella parte centrale, dove una grande pagina si apre, espandendo lo spazio fino a racchiudere una panoramica a 180 gradi di Piazza Garibaldi.

Il volume – patrocinato dal Comune di Colorno e dalla Provincia di Parma e realizzato grazie al sostegno di numerose aziende sponsor – è nato dalla passione per la fotografia del colornese Franco Piccoli e dalla sensibilità dell’insegnante Maria Teresa Moschini, autrice dei testi.

Il progetto grafico del volume, curato dall’agenzia di Colorno Bi&Bi Advertising, è in grado di valorizzare appieno il lavoro di Piccoli, fotografo e attento osservatore in grado di fissare nella propria arte – definita da un critico “poesia minima, ma vera” - i cambiamenti di colori, luci, ombre e sfumature che si succedono con il trascorrere delle stagioni nel tipico paesaggio della Bassa.

Edito dalla casa editrice parmigiana Edicta, “Colorno - Itinerari tra immagini e parole”, da oggi in vendita in tutte le librerie, è stato presentato - sabato 12 dicembre, alle ore 17, presso il ristorante pizzeria Vecchio Mulino - dal giornalista del quotidiano Gazzetta di Parma, Paolo Amadasi, alla presenza degli autori, di Don Stefano Rosati e dell’ex sindaco di Colorno, professor Stefano Gelati.




fonte: Ufficio Stampa Bi & Bi Advertising S.r.l.

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Fino a 250 € di rimborso su tutti i prodotti Pentax

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TERMINI E CONDIZIONI

Pentax_rimborso Fino a 250 € di rimborso
COME RICHIEDERE IL RIMBORSO

· ll rimborso può essere richiesto nei casi di acquisti simultanei di prodotti PENTAX; fotocamere reflex, compatte, bridge, obiettivi, flash, impugnature, accessori o binocoli (che compaiono sulla stessa ricevuta o fattura) fra il 2 novembre 2009 e il 15 gennaio 2010.
· Registrate i vostri dati online entro il 21 gennaio 2010 al sito www.pentax-cashback.com, completate e stampate il modulo di richiesta (col numero di registrazione).
· Ritagliate i codici a barre originali dagli imballi dei prodotti e allegateli al modulo di richiesta. I numeri dei codici a barre iniziano da 0027075xxxxx oppure 027075xxxxx (guardate l'esempio qui sotto):
· Ricordate di inserire nel modulo il numero di serie delle vostre fotocamere reflex o compatte, riportato nella parte inferiore delle fotocamere e composti da 7 cifre (guardate l'esempio qui sotto):
· Reperite la vostra ricevuta/fattura originale con la data di acquisto e l'evidente riferimento al prodotto. Per ottenere il rimborso, la descrizione del prodotto PENTAX deve risultare chiaramente sulla ricevuta o sulla fattura.
· Inviate tutti i documenti (farà fede la data del timbro postale) entro il 31 gennaio 2010 a:

PENTAX PROMOTION, Via San Francesco d’Assisi 22 - TORINO 10121

I costi dell'affrancatura non saranno rimborsati.
La promozione è aperta ai cittadini di età pari o superiore ai 18 anni residenti in Italia, Germania, Austria, Svizzera, Francia, Regno Unito, Irlanda, Estonia, Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Spagna, Polonia, Grecia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Bulgaria, Romania, Slovenia e Repubblica Ceca.
Questa promozione è limitata ad una richiesta di rimborso per nucleo familiare (stesso nome, stesso indirizzo e/o stesso conto corrente bancario). Il rimborso può essere richiesto su qualunque prodotto PENTAX che compaia sulla stessa ricevuta e
sia stato acquistato fra il 2 novembre 2009 e il 15 gennaio 2010. Il rimborso è disponibile per acquisti simultanei di qualunque prodotto PENTAX; fotocamere reflex, compatte, bridge, obiettivi, flash, impugnature, accessori o binocoli in base ai seguenti valori della ricevuta o fattura:
Rimborso di 50€ su acquisti di ammontare superiore a 700€
Rimborso di 100€ su acquisti di ammontare superiore a 1.000€
Rimborso di 150€ su acquisti di ammontare superiore a 1.500€
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I clienti riceveranno il rimborso nella locale valuta corrente (es. Sterlina per il Regno Unito). Il rimborso si applica soltanto ai prodotti distribuiti in Italia, Germania, Austria, Svizzera, Francia, Regno Unito, Irlanda, Estonia, Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Spagna, Polonia, Grecia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Bulgaria, Romania, Slovenia e Repubblica Ceca da parte delle
sussidiarie PENTAX e dei distributori accreditati. Il rimborso è disponibile soltanto per gli acquisti effettuati da individui che siano utenti finali e non a persone, aziende o organizzazioni che abbiano acquistato i prodotti PENTAX per rivenderli.
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